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Un po' di storia


La scoperta di un territorio atipico Il Distretto delle Energie rinnovabili in Toscana è il luogo da cui Energeo Magazine ed il Premio Eco and the City mossero i primi passi. Il periodico, che ha per mission la scoperta dei territori atipici nel nostro Paese, ora si appresta ad avviare, a sostegno di CNI UNESCO, ICOMOS Italia e di ITKI UNESCO, una campagna per lanciare una "Grande Italia del patrimonio UNESCO". I temi della tutela e della valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del nostro Paese, come del Made in Italy, sono di sempre maggiore interesse ed attualità. Questa storia viaggia di pari passo con la nuova chiave di lettura dell'UNESCO sul paesaggio che ha ispirato sia il giornale, sia il premio, ideato dalla testata torinese e condiviso dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia, la Fondazione Guglielmo Marconi, la Fondazione casa natale Enzo Ferrari, CNI UNESCO, ITKI UNESCO, Slow Food e la Fondazione Slow Food per la Biodiversità, e da tantissimi partners istituzionali, nonchè dai media ( TG2- TGR). Tutti hanno apportato il proprio contributo per aiutarci a connotare quest'area geografica che corrisponde all'Area Geotermica della Toscana, come "luogo di confine": un unico spazio, riconosciuto come Distretto delle Energie Rinnovabili dove il progetto è stato elaborato. In questo luogo la contaminazione tra usi, tradizioni e la cultura della sperimentazione affonda le radici ai tempi degli Etruschi prima, dei Romani poi, ed in seguito con le grandi dinastie che governarono nei secoli successivi, per finire a Napoleone Bonaparte e l'innovazione, dallo sfruttamento industriale dei soffioni boraciferi della Toscana, alle scelte più avveniristiche sul trasferimento delle tecnologie per le energie rinnovabili, al rilancio del laboratorio sperimentale di Sesta, centro di eccellenza a livello mondiale, in collaborazione con qualificatissimi partners ( GE Oil & Gas). In questi luoghi, considerati un hub strategico dove nascono continuamente nuove idee, si avviano nuovi progetti e si delineano interessanti iniziative legate allo sviluppo del territorio per valorizzare la risorsa geotermica, si delinea un modello di territorio, definito  distretto delle energie rinnovabili, a cui la Commissione Giudicatrice si  è ispirata per applicare il codice di lettura dei criteri di valutazione delle candidature..

Un territorio riconosciuto come Geopark

Tumultuose vicende storiche e aspre battaglie si sono svolte in questo territorio atipico, un vero giacimento di minerali e di energia che ancora oggi possiamo ammirare. E' un paesaggio già riconosciuto dall'UNESCO nel 2012 come Geopark: si tratta di un risultato importante per valorizzare, dopo la dismissione delle miniere verso la fine del secolo scorso, l'intero territorio delle Colline Metallifere (economia, occupazione, rapporti sociali, immigrazione, espansioni urbane e villaggi minerari, paesaggio, rapporti città-campagna, cave). Qui la terra fuma da sempre e naturalmente, poi cominciano le biancane, con il fuoco del profondo che sbuffa e freme. Le fumarole e i getti di vapore, considerati come segni dell'esistenza di divinità sotterranee (alcune delle quali benevoli, altre malvagie e pericolose) erano conosciute pure nel Paleolitico. Archeologia, natura e hi-tech, tre realtà apparentemente in contrasto, qui sono invece chiamate ad interagire. Memorie del passato che si trasformano in nuove occasioni di sviluppo, di turismo, di attività economiche. Ci sono tutte le premesse per esplorare un territorio in cui vivere l'esperienza di una cultura legata alla valorizzazione di questo tipico paesaggio dell'archeologia, che ricorda le antiche memorie del passato (Etruschi e Romani), apparentemente in contrasto con il paesaggio dell'archeologia industriale che, in epoche recenti, ha trasformato il territorio, in continua evoluzione, con le torri degli impianti geotermici, ora straordinari reperti destinati a diventare veri e propri monumenti architettonici. Una vera e propria industria della memoria, di fronte ad uno spettacolo di rara bellezza alla scoperta di un percorso turistico per ricercare monumenti sicuramente insoliti e affascinanti: serbatoi, vapordotti, pozzi di produzione e di reiniezione, turbine, centrali alimentate con il fluido geotermico, scambiatori di calore. Oggi questo mix di territorio rappresenta un classico esempio di paesaggio mutevole che oltrepassa la soglia della rappresentazione del paesaggio tout court.

 

Una convivenza possibile

Si entra fisicamente dentro ambienti naturali per scoprire e valorizzarne le varietà e diversità degli elementi compositivi. Tra questi emergono le radici di appartenenza dei suoi abitanti che sanno convivere con i vapori, fluidi utilizzati all'interno del processo produttivo, in maniera da assicurare un risultato economico, dall'utilizzo in agricoltura, attraverso conoscenze tradizionali, ai processi industriali e al teleriscaldamento. Tant'è che 12 soci produttori hanno costituito, nel 2009, una Comunità del Cibo per realizzare una vasta gamma di prodotti (formaggio, basilico, olio extravergine di oliva, vini Doc, salumi di cinta senese, pane tradizionale, dolci di castagne, pasta, marmellate, ortaggi), tutti ottenuti facendo ricorso ad energie rinnovabili, nel rispetto dell'ambiente e della filosofia di Slow Food "Buono, Pulito e Giusto". Tutto questo deve far riflettere alla vigilia di EXPO 2015.


Un connubio ideale

 Dopo sette anni Energeo si presenta come strumento di comunicazione e di sapere innovativo, diventando, attraverso il Premio Eco and the City Giovanni Spadolini, a suo tempo ideato dalla testata torinese (www.ecoandthecity.it), asse di riferimento per gran parte delle strategie di azione sul territorio: le prospettive della sostenibilità, della salvaguardia della diversità, del controllo delle trasformazioni che si misurano sempre più non solo con gli aspetti "strutturali" socio-economici e dell'ecosistema, ma anche con gli aspetti "culturali" del paesaggio. Esperienze che saranno messe al servizio di altre comunità per migliorare la qualità della vita dei cittadini, regione per regione, mettendo in moto azioni di sussidiarietà.